Sui passi di Cristoforo Colombo… Road Trip in Repubblica Dominicana! Last step: Amazing Samanà. (Parte 1)

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La prima cosa che ho detto appena scesa dalla guagua è stato: “Woooow”!!” E’ anche vero che Samanà è la parte di Rep. Dominicana che mi incuriosiva di più, quindi, probabilmente, solo l’attesa l’ha resa molto più bella, più magica.. Più Repubblica Dominicana!

Come sempre, siamo arrivati al tramonto, quando i colori caldi riempiono ogni piccolo angolo di cielo e scaldano letteralmente il cuore. Ci siamo fatti lasciare poco prima del lungo mare, sulla strada principale circondata da un enorme parco verde. Mentre scaricavamo le valigie, nel prato di fronte a noi, atterrava un elicottero con il presidente Danilo a bordo.. Io sembravo una pazza! Saltellavo felice nel prato e osservavo attentamente tutto ciò che mi circondava, mentre Ricky (che secondo me faceva finta di non conoscermi…) fermava il primo motoconcho con “carretto” per le valige che ci ha accompagnati ad una pensioncina senza nome nel centro, tra le viuzze colorate di S. Barbara de Samanà, uno dei piccoli barrios che compone la città. La proprietaria del piccolo “hotel”, amabile come quasi tutte le donne anziane dominicane, ci ha proposto 400$RD (Circa 8 euro) a notte per una stanza essenziale, con un bagno grandissimo ma senza acqua calda. L’abbiamo presa subito, non avevamo voglia di cercare, così abbiamo lasciato le valigie, indossato le infradito e.. via in strada!
La gente ci scambiava per americani e ci parlava in spanglish… sarà stato il mio cappello da cowboy rosa..?
Abbiamo passeggiato per il parco fino al lungomare,  circa 5 minuti a piedi. Ci sono due isolotti verdissimi proprio davanti alla baia, collegati da un ponte di ferro in pieno stile americano all’hotel Bahia Principe, che guarda letteralmente tutta la città dall’alto.
Il parco di cui parlavo prima è libero e aperto, senza steccati o cancelli, può passeggiarci e correrci chiunque  in qualsiasi momento della giornata. Ci sono perfino dei cavalli semi selvaggi, liberi e magnifici, che corrono e si rotolano nell’enorme prato sia di giorno che di notte.. Quelle cose che quando le racconti.. beh, non ci crede nessuno!
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Anche qui motoconchos aerografati ovunque, la maggior parte con “carretto” per poter portare valigie o fino a 5 persone per viaggio, in media partono col chiedere 10$, ovviamente trattabili!
Il lungo mare ben delineato, con chioschi e fari sparsi qua e la, le piccole spiaggette di sabbia chiara piene di barche parcheggiate, i giovani che correvano avanti e indietro, i bambini giocosi e sorridenti che ci chiedevano pochi pesos per il gelato.. ci trasmettevano una serenità quasi conosciuta.. un pò quell’idea di casa.. Esatto, sembrava l’aria di casa!
Nel tornare verso il nostro alloggio, per scrupolo e curiosità, ci siamo fermati in un paio di hotel-pensioni proprio sulla strada, ancora più vicini al lungomare; per 600$RD ne abbiamo trovato uno sulla rotonda a due passi da tutto, con acqua calda e addirittura la tv.. abbiamo cambiato subito, non troppo per la tv, quanto per l’acqua calda!
L’idea era quella di fermarci in questo piccolo paradiso per 4-5 giorni, così abbiamo preso le cose con relativa calma, organizzandoci in modo da poter visitare la costa e almeno una delle isole della baia.  Alla fine siamo rimasti 8 giorni, per gustarci in tutto e per tutto la splendida regione dominicana! Ci sono troppe cose da vedere e persino rivedere in questa provincia, così ho pensato di dividere in paragrafi questa mia avventura, per poter dare il giusto spazio ad ogni “argomento”.

La Baya di Santa Barbara de Samanà y sus islas.

IMG_0245La prima cosa che abbiamo visitato sono state le isole senza nome che guardano il lungomare, unite tra loro da ponti d’acciaio in stile americano, casa di pellicani e falchi che passano la giornata a volare tra le immense palme o dietro alle barchette piene di pesce che profumano l’aria.. in fondo, come dargli torto? Le avrei inseguite anch’io 🙂  …la natura prende veramente possesso di questi due piccoli fazzolettini montagnosi pieni di vegetazione!  C’è un piccolo sentiero che attraversa entrambe, in alcuni punti si trovano impalcature in cemento di edifici costruiti a metà, pieni di graffiti, di saluti dal mondo e di citazioni religiose, con terrazze esposte da una parte sul mare e dall’altra sulla baia piena di barche e catamarani.. Il tutto ispira scatti magnifici! Ci siamo chiesti, come tutti gli altri turisti che le stavano visitando, a cosa fossero servite quelle mezze costruzioni senza pareti.. Già attrezzate di bagni e lavandini.. forse qualche struttura turistica come un B&B o magari una villa privata di qualche russo che voleva comprarsi l’intero isolotto… E a differenza di altri lavori lasciati a metà che rovinano il paesaggio, questi lo aiutano! Non troppo per la struttura in se, ma grazie all’accesso alle scale e al terzo piano, si gode di una vista hermosa e ad un paesaggio mozzafiato. Ecco alcune foto che spiegano meglio quello che ho visto 🙂
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Al ritorno, invece di passare per la strada sterrata che porta in centro e sul lungo mare abbiamo preferito passare dal maestoso hotel  che guarda Samanà, il Bahia Principe.. e già che c’eravamo, siamo saliti di nascosto al 5° piano per fare alcuni scatti panoramici delle isole e del paese.. e un bagnetto in piscina! …e per dirla tutta.. abbiamo rifatto volentieri questo giro due volte (compreso di “incursione”) perché inspiegabilmente si erano cancellate le bellissime foto fatte durante la prima scampagnata 😦
E’ incredibile quello che si vede dall’alto, oltre all’intera costa di Barbara de Samanà con la sua chiesa bianca precisamente al centro,  si vede il resto della costa, quella che non si può raggiungere da terra. Tante piccole calette, alcune con il pontile altre con la spiaggia di sassi o sabbia. Si può vedere tutto da vicino affittando una barchetta al porto o chiedendo ai pescatori che, per pochi pesos, offrono un simpatico giro turistico e magari una buona grigliata di pesce fresco!
Una caratteristica del mese di marzo è l’attraversata delle balene, che non potevamo assolutamente perderci, così abbiamo preso le prime escursioni cheIMG_0048 ci hanno proposto per 50$ x due persone e ci siamo fatti trovare al porto all’alba pronti per metterci nei panni del Capitano Achab. Mal di mare a parte è stata un’escursione magnifica, con il giro in catamarano e lo stop a Cayo Levantado. Quest’isola è semi privata, un altro hotel della catena Bahia Principe ne occupa i tre quarti, lasciando un piccolo fazzoletto di spiaggia attrezzato ai turisti di passaggio come noi. Tipica sabbia bianca e mare cristallino caraibico, quasi come Saona.. Le differenze? Saona è selvaggia, naturale, immacolata.. Callo Levantado ha prati ben curati con taglio all’inglese e tutti i confort in stile americano che rovinano questi paesaggi da sogno con baretti di legno e tende per massaggi rilassanti, negozietti e bancarelle di souvenirs e perfino il punto foto e video.. Troppo caos!!  Resta comunque una spiaggia adatta alle famiglie che vogliono nuotare e fare snorkeling e per le coppiette che cercano una giornata di relax in pieno stile caraibico.
Vedere le balene la mattina è stato inspiegabile, oltre al senso d’avventura che ti da solo “la caccia” e l’inseguimento, l’immensità della balena fa sentire davvero piccoli.. Come una bambina, me le immaginavo ancora più grandi e magari un pò aggressive.. Ma vedere mamma e figlia nuotare insieme a pelo d’acqua, che spruzzando  lasciavano un’ombra quasi verde nell’oceano, ti fa dimenticare anche la possibile pericolosità di un mammifero così imponente, anzi, lo rende quasi dolce e affettuoso.. vien voglia di accarezzarlo! La cosa che mi è piaciuta un pò meno, è stata l’insistenza da parte dei capitani nel tenere accerchiati questi poveri animali con mezzi rumorosissimi solo per dare la possibilità ai turisti di fare foto e video.. Ma la pena più grande è soffrire di mal di mare!! Una pirata come me.. che vergogna!
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